7/10/2024 LATTARI PIPARITI (Lactifluus piperatus).
Il Lactifluus piperatus viene descritto dal filosofo, scienziato, del Rinascimento italiano Giovan Battista Della Porta (1540-1615), accuratamente cone un fungo chiamato Piperitis, Perché, "Se lo si mangia "pizzica la lingua" tale e quale fosse pepe; nasce d'autunno, è di colore bianco e viene chiamato dal volgo Peperella, ( oggi volgarmente chiamato Peveraccio), i micologi moderni vedono appunto il comune e frequente LACTARIUS PIPERATUS; probabilmente nel 500 era un fungo apprezzato come condimento in quanto sostitutivo del pepe, spezia che veniva importata dall'Oriente a carissimo prezzo. Risulta inoltre consumato in alcune località del Centro e Sud Italia dopo prolungata cottura per privarlo dell'acredine. Ne confermo detto tempo di cottura, avendo visto molte volte mia nonna, Carolina Spadea, lessarlo almeno venti minuti, con aglio e lauro. I detti popolari affermano la sua comparsa nei boschi anticipa i primi porcini estivi (Boletus reticulatus).
I funghi lattari, detti anche PIPARITI nel Catanzarese, sono fra i funghi più speziati.
I lattari vanno preparati fritti od al sugo, ed il loro gusto è unico, perché sono leggermente piccanti. Ricordo che li consumavo anche in giovane età, andando a cercarli nei castagneti. Eccellenti nel pomodoro (passato), si rivelano ottimi compagni con la pasta (piccola di solito) ma anche con gli spaghetti, e del pecorino.
Infine, uniti ad altri funghi pregiati e galletti con mazze tamburo (chiuse), forniscono un risotto sublime che non mangerete in nessun ristorante. Statene certi.
Buon appetito a tutti. Enrico Cotilli
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